Ero rimasto al volervi parlare del laboratorio a cui ho
partecipato.
Eccovi.
Sono il solo italiano all'incontro: “Solidarity with all creation – a discussion on our responsability for tomorrow’s world” e mi accolgono con un grazioso ed invitante “tutto bene?”
1-perché è importante proteggere la natura?
2-cosa può fare un cristiano in questo senso?
Sostanzialmente sono queste due domande a dare l'idea dei temi sui quali si va a discutere.
Uno degli intervenuti dice: “io amo la natura perché preferisco respirare un'aria buona e pura, è meglio dello smog”, un altro sostiene che non bisogni pensare a ciò che è meglio per i prossimi 5 anni ma per i prossimi 500 anni! Quindi: futuro, famiglia, generazioni. Un altro chiede allora cosa conservare e cosa cambiare.
Lancio un monito: spegniamo le luci che non usiamo!
Ecco quindi che le superflue luci della stanza vengono spente.
Si comincia a parlare di “new cosmology”, di una vita semplice che non necessita di grosse tecnologie.
Certo però che le tecnologie aiutano. Ci vien da pensare a come comunicherebbe oggi Gesù...
Cominciamo a pensare alle tecnologie che usiamo e se le usiamo perché sono utili e necessarie.
Un ragazzo si chiede se le tecnologie mangino da sole...
Un altro ragazzo chiede se potrebbero salvare il mondo. Beh, si risponde che potrebbero salvare il mondo tecnologie come il solare, l'idrogeno, il riciclo... Viva le tecnologie positive insomma!
Intanto però ci sono persone che non hanno acqua e cibo.
È o non è un problema per tutti il fatto che consumiamo più di quello che ci serve? L'abbondanza di cibo che abbiamo, al posto di buttarla, potremmo dirottarla agli affamati, no?
Questa mancanza potrebbe derivare dal fatto che noi umani, vivendo circa un secolo, non riusciamo a pensare più in là della nostra vita? Se è così, allora siamo indubbiamente egoisti.
Sostengo che il vero problema sta nel fatto che sbagliamo a pensare solo a noi perché dovremmo anche pensare agli altri. Pensare globale, agire locale.
Interviene un ragazzo che dice che per lavoro produce scarpe ma non compra le scarpe che produce, compra scarpe prodotte da altri. Così facendo, dice, perderà il lavoro per colpa sua.
Nel frattempo, i miei occhi vanno a posizionarsi su due tipi di scarpe uguali a quelle che ho preso prima di partire.. Poi intervengo e faccio conoscere la Piccola Provvidenza che ci dà l'opportunità di evitare di comprare nuovi abiti e di servirsi gratuitamente di ciò che è disponibile e di cui abbiamo bisogno.
Basta imballaggi inutili! È l'intervento allora di un altro ragazzo.
Ci si chiede se influisce anche dove viviamo. Sì, riusciamo però ad immaginarci una città diversa?
Dopo questo speranzoso, vivo e volitivo scambio di opinioni andiamo ad una fantastica cena, poi in preghiera e poi all'Oyak.
Di dormire non ne avevo proprio voglia e quindi sono stato in chiesa con Emma, ragazza veronese conosciuta sul pullman, fino alle 2 di notte.
È il primo agosto ed ovviamente non riesco ad andare alla preghiera mattutina. Mi sveglio infatti alle 9 e mi faccio una bella e calda doccia.
Io e Gianmartino riusciamo a far colazione con gli avanzi che ancora distribuiscono.
Il cielo è azzurro e fermo. Vado a pigliare un po' di sole mentre Gianma scrive una canzone.
Alle 11:30 lo lascio. Frère Leandro infatti m'ha dato appuntamento per le 12 alla Morada (la Dimora/Casa/Sede dei frère). Quando vi arrivo, lui non c'è ancora e comincio a dubitare sul suo arrivo ma dopo qualche minuto viene a chiamarmi, addirittura per nome! Gli ho parlato delle mie tesi e dell'attività caritas. Mi ha dato buoni consigli e per questo lo ringrazio e lo terrò sempre nel cuore.
Mi ha lasciato chiedendomi se fosse possibile fare un incontro Taizé a Brescia. Sono in fibrillazione! Sto già pensando a come organizzarlo!
Dopo la preghiera ed il pranzo passo un pomeriggio in amicizia. Vado a fare un giro alla Fonte con Alessandra. Quando torniamo vediamo che la tenda di Francesca è rotta. Prima di andare alla merenda cerco almeno di riposizionare il telo, visto che il cielo azzurro di stamattina si è ora oscurato.
Mentre sono con Emma e Maria (anche lei, ragazza veronese conosciuta sul pullman) passa frère John e ci chiede se potrà andare in bici. Gli abbiam consigliato di prendersi almeno una mantella..infatti, dopo pochi minuti, ha cominciato a diluviare!
Occasione buona per scrivere una cartolina.
Ceniamo. Davide Mattanza e Francesca aspettano Gianmartino che è andato a Cluny, io vado a vedere la situazione delle tende dopo l'acquazzone. Sono messe bene, a parte quella rotta della Frà che però dentro non è bagnata. Quando ci siam visti alla preghiera le ho detto che se vuole può dormire nella mia.
Durante la serata all'Oyak abbiam conosciuto le genovesi Francesca Lacqua e Giulia Coppi. Dopo andrò in chiesa con Emma e Maria ma prima vado a vedere cos'ha deciso la Frà. È nella sua tenda. Anche Gianmartino verrà in chiesa con noi.
Emma e Maria si siedono. Io prendo posto accanto a Maria e Gianma vicino a me. Quest'ultimo ci abbandonerà presto mentre le ragazze, dopo essere rientrate, si scambiano di posto e, tra una risata e l'altra, si fan pure discorsi seri!
Una slovena vicino a noi sta facendo compiti di fisica. Dispiace ma per me è una lingua sconosciuta: non posso aiutarla. Lo sloveno intendo!
Vado a letto dopo le 2.
La sveglia mattutina sarà posticipata alle 7:45 perché Frà s'è lamentata del risveglio all'orario precedente.
Nuovamente niente preghiera. Vado a lavarmi e poi a vedere se riuscirò a prendere la colazione. Arrivato in tempo perfetto!
Incontro il già conosciuto gruppo di scout che mi saluta ed a cui chiedo una foto dopo pranzo, vicino alla chiesa. Colazione con Davide, Gianmartino e Francy, a cui do il buongiorno.
Io e Gianmartino andiamo sopra la Fonte. Io termino la lettura del libro “Cuore” e Gianma mi presta quindi il suo libro. Lui però viene privato di suonare la chitarra perché delle persone stanno facendo un'esperienza di 45 minuti di silenzio.
Ecco Armando!
È un tedesco che mi parla in spagnolo e che mi ritrovo ormai dappertutto.
Preghiera e pranzo. Poi vado trovare Davide, Gianmartino e Francesca mentre stan facendo uno spuntino all'Oyak. Andiamo a visitare la vecchia chiesa e la tomba di frère Roger.
Mi sto dimenticando di qualcosa? Sì! L'appuntamento per la foto!
Proprio passato di mente. Infatti, vado addirittura a prendere il sole e passo il pomeriggio dialogando sulla vita amorosa con Francesca Bertoni.
Ci rechiamo poi al punto D di Taizé per l'incontro con gli Italiani. Veniamo divisi in piccoli gruppi e ci confrontiamo sulla solidarietà quotidiana e su quella futura.
Dopo cena c'è stata una bella preghiera con discorso finale di frère Alois.
Prima di andare in chiesa c'è stata una serata all'Oyak molto divertente e forse non siamo riusciti a trattenerci perché un signore ha cominciato a dirci che la chiesa non è posto né per parlare né per dormire. Uhm...lascio le ragazze ed alle 2 sono in tenda.
Lo schema è ormai fisso: mi sveglio, faccio la doccia e poi colazione. La preghiera mattutina diciamo che la includo nelle nottate passate in chiesa.
Ritrovo gli scouts e rinnovo l'appuntamento per la foto.
Comincio a leggere seriamente il libro che Gianmartino mi ha prestato e che si intitola “Il Profeta” di Khalil Gibran.
Molto bello. Mi appunto diversi pensieri.
Dopo la preghiera ed il pranzo...
...ecco la foto!
Si va sotto il sole, si legge, ci si racconta, si va alla Fonte...
Dopo aver fatto merenda prendo parte ad un altro workshop.
Nel frattempo, Sofia, sorella di Emma, mi insegna un po' di russo e mi appunta un paio di frasi che voglio condividere con voi:
“я рад в мире” è “ya rad v mire” e significa “sono felice nel mondo”
“это правда!” è “eto pravda!” e significa “è verità!”
Eccovi.
Sono il solo italiano all'incontro: “Solidarity with all creation – a discussion on our responsability for tomorrow’s world” e mi accolgono con un grazioso ed invitante “tutto bene?”
1-perché è importante proteggere la natura?
2-cosa può fare un cristiano in questo senso?
Sostanzialmente sono queste due domande a dare l'idea dei temi sui quali si va a discutere.
Uno degli intervenuti dice: “io amo la natura perché preferisco respirare un'aria buona e pura, è meglio dello smog”, un altro sostiene che non bisogni pensare a ciò che è meglio per i prossimi 5 anni ma per i prossimi 500 anni! Quindi: futuro, famiglia, generazioni. Un altro chiede allora cosa conservare e cosa cambiare.
Lancio un monito: spegniamo le luci che non usiamo!
Ecco quindi che le superflue luci della stanza vengono spente.
Si comincia a parlare di “new cosmology”, di una vita semplice che non necessita di grosse tecnologie.
Certo però che le tecnologie aiutano. Ci vien da pensare a come comunicherebbe oggi Gesù...
Cominciamo a pensare alle tecnologie che usiamo e se le usiamo perché sono utili e necessarie.
Un ragazzo si chiede se le tecnologie mangino da sole...
Un altro ragazzo chiede se potrebbero salvare il mondo. Beh, si risponde che potrebbero salvare il mondo tecnologie come il solare, l'idrogeno, il riciclo... Viva le tecnologie positive insomma!
Intanto però ci sono persone che non hanno acqua e cibo.
È o non è un problema per tutti il fatto che consumiamo più di quello che ci serve? L'abbondanza di cibo che abbiamo, al posto di buttarla, potremmo dirottarla agli affamati, no?
Questa mancanza potrebbe derivare dal fatto che noi umani, vivendo circa un secolo, non riusciamo a pensare più in là della nostra vita? Se è così, allora siamo indubbiamente egoisti.
Sostengo che il vero problema sta nel fatto che sbagliamo a pensare solo a noi perché dovremmo anche pensare agli altri. Pensare globale, agire locale.
Interviene un ragazzo che dice che per lavoro produce scarpe ma non compra le scarpe che produce, compra scarpe prodotte da altri. Così facendo, dice, perderà il lavoro per colpa sua.
Nel frattempo, i miei occhi vanno a posizionarsi su due tipi di scarpe uguali a quelle che ho preso prima di partire.. Poi intervengo e faccio conoscere la Piccola Provvidenza che ci dà l'opportunità di evitare di comprare nuovi abiti e di servirsi gratuitamente di ciò che è disponibile e di cui abbiamo bisogno.
Basta imballaggi inutili! È l'intervento allora di un altro ragazzo.
Ci si chiede se influisce anche dove viviamo. Sì, riusciamo però ad immaginarci una città diversa?
Dopo questo speranzoso, vivo e volitivo scambio di opinioni andiamo ad una fantastica cena, poi in preghiera e poi all'Oyak.
Di dormire non ne avevo proprio voglia e quindi sono stato in chiesa con Emma, ragazza veronese conosciuta sul pullman, fino alle 2 di notte.
È il primo agosto ed ovviamente non riesco ad andare alla preghiera mattutina. Mi sveglio infatti alle 9 e mi faccio una bella e calda doccia.
Io e Gianmartino riusciamo a far colazione con gli avanzi che ancora distribuiscono.
Il cielo è azzurro e fermo. Vado a pigliare un po' di sole mentre Gianma scrive una canzone.
Alle 11:30 lo lascio. Frère Leandro infatti m'ha dato appuntamento per le 12 alla Morada (la Dimora/Casa/Sede dei frère). Quando vi arrivo, lui non c'è ancora e comincio a dubitare sul suo arrivo ma dopo qualche minuto viene a chiamarmi, addirittura per nome! Gli ho parlato delle mie tesi e dell'attività caritas. Mi ha dato buoni consigli e per questo lo ringrazio e lo terrò sempre nel cuore.
Mi ha lasciato chiedendomi se fosse possibile fare un incontro Taizé a Brescia. Sono in fibrillazione! Sto già pensando a come organizzarlo!
Dopo la preghiera ed il pranzo passo un pomeriggio in amicizia. Vado a fare un giro alla Fonte con Alessandra. Quando torniamo vediamo che la tenda di Francesca è rotta. Prima di andare alla merenda cerco almeno di riposizionare il telo, visto che il cielo azzurro di stamattina si è ora oscurato.
Mentre sono con Emma e Maria (anche lei, ragazza veronese conosciuta sul pullman) passa frère John e ci chiede se potrà andare in bici. Gli abbiam consigliato di prendersi almeno una mantella..infatti, dopo pochi minuti, ha cominciato a diluviare!
Occasione buona per scrivere una cartolina.
Ceniamo. Davide Mattanza e Francesca aspettano Gianmartino che è andato a Cluny, io vado a vedere la situazione delle tende dopo l'acquazzone. Sono messe bene, a parte quella rotta della Frà che però dentro non è bagnata. Quando ci siam visti alla preghiera le ho detto che se vuole può dormire nella mia.
Durante la serata all'Oyak abbiam conosciuto le genovesi Francesca Lacqua e Giulia Coppi. Dopo andrò in chiesa con Emma e Maria ma prima vado a vedere cos'ha deciso la Frà. È nella sua tenda. Anche Gianmartino verrà in chiesa con noi.
Emma e Maria si siedono. Io prendo posto accanto a Maria e Gianma vicino a me. Quest'ultimo ci abbandonerà presto mentre le ragazze, dopo essere rientrate, si scambiano di posto e, tra una risata e l'altra, si fan pure discorsi seri!
Una slovena vicino a noi sta facendo compiti di fisica. Dispiace ma per me è una lingua sconosciuta: non posso aiutarla. Lo sloveno intendo!
Vado a letto dopo le 2.
La sveglia mattutina sarà posticipata alle 7:45 perché Frà s'è lamentata del risveglio all'orario precedente.
Nuovamente niente preghiera. Vado a lavarmi e poi a vedere se riuscirò a prendere la colazione. Arrivato in tempo perfetto!
Incontro il già conosciuto gruppo di scout che mi saluta ed a cui chiedo una foto dopo pranzo, vicino alla chiesa. Colazione con Davide, Gianmartino e Francy, a cui do il buongiorno.
Io e Gianmartino andiamo sopra la Fonte. Io termino la lettura del libro “Cuore” e Gianma mi presta quindi il suo libro. Lui però viene privato di suonare la chitarra perché delle persone stanno facendo un'esperienza di 45 minuti di silenzio.
Ecco Armando!
È un tedesco che mi parla in spagnolo e che mi ritrovo ormai dappertutto.
Preghiera e pranzo. Poi vado trovare Davide, Gianmartino e Francesca mentre stan facendo uno spuntino all'Oyak. Andiamo a visitare la vecchia chiesa e la tomba di frère Roger.
Mi sto dimenticando di qualcosa? Sì! L'appuntamento per la foto!
Proprio passato di mente. Infatti, vado addirittura a prendere il sole e passo il pomeriggio dialogando sulla vita amorosa con Francesca Bertoni.
Ci rechiamo poi al punto D di Taizé per l'incontro con gli Italiani. Veniamo divisi in piccoli gruppi e ci confrontiamo sulla solidarietà quotidiana e su quella futura.
Dopo cena c'è stata una bella preghiera con discorso finale di frère Alois.
Prima di andare in chiesa c'è stata una serata all'Oyak molto divertente e forse non siamo riusciti a trattenerci perché un signore ha cominciato a dirci che la chiesa non è posto né per parlare né per dormire. Uhm...lascio le ragazze ed alle 2 sono in tenda.
Lo schema è ormai fisso: mi sveglio, faccio la doccia e poi colazione. La preghiera mattutina diciamo che la includo nelle nottate passate in chiesa.
Ritrovo gli scouts e rinnovo l'appuntamento per la foto.
Comincio a leggere seriamente il libro che Gianmartino mi ha prestato e che si intitola “Il Profeta” di Khalil Gibran.
Molto bello. Mi appunto diversi pensieri.
Dopo la preghiera ed il pranzo...
...ecco la foto!
Si va sotto il sole, si legge, ci si racconta, si va alla Fonte...
Dopo aver fatto merenda prendo parte ad un altro workshop.
Nel frattempo, Sofia, sorella di Emma, mi insegna un po' di russo e mi appunta un paio di frasi che voglio condividere con voi:
“я рад в мире” è “ya rad v mire” e significa “sono felice nel mondo”
“это правда!” è “eto pravda!” e significa “è verità!”



















