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Questo è un “blog” ed è un mezzo per esprimere creatività in modo libero.

Qui vorrei far conoscere in completa autonomia i miei pensieri, i miei desideri, le mie idee, le mie esperienze, le mie riflessioni, i miei momenti, le mie storie, i miei sentimenti, i miei disagi, le mie opinioni, le mie proteste le mie considerazioni. Vorrei pure condividere notizie ed informazioni.

Il blog è uno strumento che permette ai lettori di scrivere commenti esprimendo collettivamente libere opinioni esponendo così i problemi e, entrando in collaborazione, dar voce alle soluzioni.

Accanto a ciò che si racconta ha un'importanza vitale come lo si racconta, quindi esigo “l'indipendenza per poter approvare ciò che c'è di buono e criticare ciò che c'è di male”


martedì 28 gennaio 2014

Chi ha remore?


Si dice che il crocifisso sia uno dei simboli del Cristianesimo.

Perché allora in nome di quel simbolo dei cristiani cattolici hanno sterminato altri cristiani?

Perché allora in nome di quel simbolo vi furono cristiani protestanti perseguitati da cristiani cattolici? Cristiani cattolici perseguitati da cristiani protestanti? Diverse confessioni protestanti che si perseguitavano fra loro?

Poveri noi se ci consideriamo migliori degli altri!

Tra i cristiani annoveriamo infatti i mentitori, gli amici dei criminali, gli evasori di tasse, i truffatori, i compratori ed i venditori di corpi femminili, nonché i loro “utilizzatori”; tutti pronti a giurare e spergiurare su quel povero Cristo messo in croce.

Non abbiamo appreso nulla dai suoi insegnamenti: lo bestemmiamo ogni giorno con le nostre parole e con i nostri fatti. A me sembra che così facendo lo si crocifigga nuovamente! Chi si turba?
 

C’è un altro punto di vista?

Forse sì: mi pare che in questo periodo però ci si stia dando da fare per una necessaria e credibile evangelizzazione tramite la Missione Popolare. Spero proprio che questa punti alla coscienza, alla vita e alle “opere” evangeliche nella nostra comunità.

Fino ad ora infatti ci si è rifugiati al massimo in una campagna per la difesa di un simbolo per così non vivere la fede nelle coscienze e, come ha scritto il portavoce nazionale di “Noi Siamo Chiesa” Vittorio Bellavite, “cercare di ottenere strumenti legislativi a favore delle proprie posizioni o delle proprie strutture, per ottenere un’affermazione formale e pubblica delle tradizioni e delle radici cristiane dell’Europa, per difendere ogni privilegio concordatorio”

Il Concordato del 1929 è stato però sostituito integralmente dall’accordo tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede del 18 febbraio 1984. Tramite quest’accordo non si considera più la “religione cattolica come sola religione dello Stato italiano”

Da allora lo Stato italiano dovrebbe essere laico “per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale”

Perché non rispondere alla richiesta di laicità e quindi di parità di ruolo di ogni religione? Perché non dire chiaramente che se nessuna religione può essere discriminata allora nessuna religione può essere privilegiata?
 

Certi politicanti invece hanno battagliato per imporre il crocifisso nelle nostre scuole statali pubbliche ma questi stessi tra un insorto barbuto di nome Gesù ed un criminale di nome Vittorio Mangano avrebbero esitazione su chi condannare.

Mi pare proprio che la questione sia stata utilizzata per raccattare qualche voto dai devoti per poi devolverlo al Barabba di turno…
Non riesco proprio a credere a chi utilizza il crocifisso come simbolo di identità, soprattutto a chi, tra questi, adora il dio Po.
Infatti, se quel Gesù che vive e muore dalla parte degli ultimi sarebbe irrinunciabile, perché allora non cominciare a legiferare contro le disuguaglianze sociali? Perché, per esempio, non cominciare a destinare a tutti i cittadini una sala per i cittadini?

Per il teologo Vito Mancuso la croce è il “simbolo del più alto ideale che agli uomini sia possibile abbracciare, cioè quello dell’impegno a favore del bene e della giustizia anche a rischio della perdita della vita fisica”


Per chi è di buona volontà, ricordo quanto sia indispensabile la ricerca per l’impegno nel cambiamento nella vita democratica, nei rapporti sociali e nella pace fondata sulla giustizia!
A presto.

venerdì 10 gennaio 2014

Perché meditare è cosa buona e giusta

Mi dicono che la meditazione ed il contatto con la natura sono i pilastri dell'esistenza. 
Questo non lo so, però so che chiunque può meditare perché non c'è bisogno di spostamento fisico, qualsiasi luogo va bene e non c'è necessità di un equipaggiamento costoso.

La capacità di concentrazione è importante perché ci permette di focalizzare la nostra attenzione sulle attività che stiamo svolgendo, sia che riguardino lo sport, lo studio o il lavoro; questo ci permette di portarle a termine correttamente ed in maniera efficiente. Facciamo un esempio lampante: è bene essere concentrati alla guida per evitare spiacevoli incidenti, no?

Cosa ci disturba?
I problemi e le preoccupazioni quotidiane, la stanchezza fisica e mentale...

Come stimolare e mantenere la concentrazione dunque?
Innanzi tutto è importante l'approccio. Se ci convinciamo di non essere in grado, i nostri intenti, anche quelli migliori, si sfracelleranno. Cerchiamo quindi di essere positivi. Cerchiamo di porre la nostra attenzione sull'attività in corso di svolgimento, solo così infatti potremo risolvere i problemi. Per risolvere i problemi, però, dobbiamo avere ben chiaro quali sono. Farne una lista è possibile e liberatorio.

C'è chi sceglie di focalizzare il proprio pensiero su un oggetto o su qualcosa di astratto che comunque possa rilassarci, altri utilizzano ripetere un mantra interno, una formula sacra, mistica o pagana, una preghiera o un canto... Le pratiche sono tantissime!
Una tecnica particolare è la concentrazione sulla candela. Possiamo attuarla di sera, a luci spente, fissando per qualche minuto la fiamma di una candela. Potremo poi chiudere gli occhi e rilassarci nello scorgere il bagliore provocato dalla fiamma della candela riflessa sulla retina. Pare che sia molto adatta per chi soffre di insonnia o nervosismo.

Un altro metodo prevede il conto alla rovescia, ad esempio partendo da 10 fino ad arrivare allo 0, affiancato ad esercizi di rilassamente con respirazione profonda. Possiam farlo seduti o sdraiati.

Anche la memoria visiva incide e consiste nell'osservare un'immagine ricca di dettagli per qualche minuto e provare poi a identificare, anche ad alta voce, ogni singola figura in essa contenuta.

Ho letto delle curiosità. Per esempio che il colore viola agevola la meditazione, oltre a rallentare l'irritabilità delle persone...

Chi pratica yoga?
Leggo che la posizione della foglia (o posizione del bambino) funge da rilassamento, da interiorizzazione e da meditazione. Leggo che ci si rilassa soprattutto nella zona della colonna vertebrale e questo aiuta ad attenuare le tensioni fisiche ed emotive. 

Per eseguire ciò basterebbe mettersi in ginocchio e sedersi sui talloni, sopra ad un tappetino. Bisognerebbe divaricare leggermente le ginocchia e stendersi in avanti con la schiena, facendo attenzione a non piegare il capo durante questo movimento. La fronte dovrebbe arrivare a toccare terra e le braccia dovrebbero posarsi lungo i fianchi. Il rilassamento arriva mantenendo questa posizione respirando profondamente per alcuni minuti.

Chi di voi ha provato?
Quali effetti avete ricevuto?

Meditare aiuta ad essere consci delle proprie scelte, aiuta a porre maggior attenzioni alle proprie azioni, aiuta ad esaminare il proprio stile di vita da un punto di vista differente.

Quanti di noi esaminano come si mangia, come ci si veste?
Quanti di noi badano a dove, perché e cosa si compra?
Quanti di noi pensano a come ci si muove per andare al lavoro?
Quanti di noi sanno chiaramente elencare i propri interessi, i propri scopi? Quanti sanno dire a cosa tengono veramente?

In poche parole...quanti di noi meditano la moltitudine di scelte che prende ogni giorno?

Mi sembra importante sottolineare però, soprattutto in questo periodo di rientro scolastico e lavorativo, l'importanza di una buona vacanza che ci stacchi dalla frenetica realtà.

Probabilmente il prossimo mese verrà organizzata una serata apposita a San Giovanni di Polaveno per farci scoprire come trarre e dare beneficio da una vacanza. È sicuramente necessario che non ci sprechi le risorse, che non ci inquini atmosferica-mente e psicologicamente. Bellissimo sarebbe richiamarsi alla semplicità che silenzia le preoccupazioni per ritrovare un benessere interiore, vero e proprio bisogno primario. Bellissimo sarebbe che questo “staccare la spina” ci porti anche ad un cambio di prospettiva. 

Comunque sia, invito tutti a questa prossima interessantissima serata animata dall'associazione TURES.



martedì 10 dicembre 2013

Estate 2012 a Taizé - quarta parte

Come ho già detto, frère Leandro m'aveva dato appuntamento alle 17.
Avevo delle aspettative “romane” (vi spiegherò più avanti) ma non volevo coltivarle.

All'incontro non sono solo.
Un'ora di chiacchiere leggere e divertenti condite da tè e dolcetti. Sono sicuro che avremmo continuato ancora per diverso tempo se una ragazza del gruppo non avesse detto di aver un impegno. 
Ecco allora che lo sguardo di Leandro si fa serio e annuncia di volerci invitare al meeting di Istanbul che si terrà nei giorni successivi a quello di Roma di fine anno (ecco le aspettative romane...)
È a numero chiuso e si comincia a parlare dei costi del volo. Sembra circa 100€ se si prenota a settembre (tra un mese quindi...)
Un attimo dopo i saluti e dopo mie valutazioni, chiedo agli invitati un pensiero sull'offerta. Raduniamo così i nostri indirizzi e-mail con la promessa di informarci sui voli e di tenerci in contatto.

Ceniamo e cominciamo a salutare tutte le persone che abbiamo conosciuto in questi giorni.
È insieme un momento triste e felice: triste perché ci si lascia ma felice perché ci si è conosciuti e ci si può rivedere.

Preghiera. È l'ultima serale e per giunta è la preghiera della luce del sabato. Rinuncio così a lavarmi i denti (evento straordinario) per essere addirittura in anticipo nell'aiutare le persone nel lavoretto del silenzio. 
Che pieno! Che bello!! Le candele sono luce, luce nonviolenta. 

Ora piove di brutto ma voglio andare a divertirmi all'Oyak.
Che dire? Un Oyak attivissimo grazie anche alla clemenza dei go to bed (purtroppo insultati da degli incoscienti) che ci hanno fatto far festa fin quasi alla mezzanotte. 
Poi si va in chiesa e ci sto fino all'1 e mezza, quando mi dirigo verso la tenda. Prima di ciò, Emma chiedeva dei fazzoletti di carta che io ovviamente non avevo ma percorrendo la strada verso il sonno incontro il mitico don: una vera Provvidenza.

Quando arriverò alla mia tenda, vi troverò un piccolo mondo: Gianmartino, Annalisa, Davide e Francesca.
Mi basta prendere la torcia ed il portalenti, per ora.
Quando ritornerò verso le 3 e mezza saranno ancora tutti lì e chiederò allora un sacco a pelo per poter dormire da qualche parte ma Gianmartino...
Kabong!

È stata una bella nottata. Bellissimo concludere così quest'esperienza. 

Il risveglio avviene prima delle 7. Non sembra neanche d'aver dormito.
Preparo la tenda, mi faccio una doccia e termino di smontarla.

Prendiamo la colazione e carichiamo i bagagli sull'autobus.
Messa e poi via!

Non mi voglio fermare troppo sui saluti. Voglio proiettare il mio cuore ad impegnarsi nel ritorno con questo spirito.
Infatti, così facendo, quando abbiam bucato il serbatoio del carburante e siamo stati fermi per delle ore, non l'ho nemmeno considerato un intoppo ma parte del viaggio.

Lo spirito cambia la percezione degli avvenimenti e di conseguenza le emozioni. Ti cambia la vita!

Ho registrato poi un'immagine commovente che spero di non dimenticare mai: giù dal pullman, in mezzo alla strada con i bagagli addosso, alzo lo sguardo e vedo Gianmartino, le sorelle Ubaldi, Francesca ed anche Davide corrermi incontro e stringerci in un abbraccio indelebile.

Così bello e ameno che nemmeno ho notato come corresse male Davide!

Ringrazio infine i Mattanza per la gentilezza e la simpatia nel comunicare ai miei le strade da prendere ed infine accompagnarmi a destinazione.

Sono cose che segnano!

sabato 30 novembre 2013

Danilo Dolci - terza parte

Danilo negli anni '70 lavora su un progetto poetico che riunirà le sue precedenti raccolte. L'emblematico titolo sarà “Creatura di creature” e gli farà vincere nel 1979 il “Premio Internazionale Viareggio” 

Si separa dalla moglie Vincenzina e va a convivere con una giornalista svedese da cui avrà altri due figli ma dopo qualche anno lo lascerà.

Nel 1980 viene invitato dall'Unesco a Parigi per partecipare ad un "Simposio internazionale sull'evoluzione dei contenuti dell'educazione generale nel prossimo ventennio"

Nel 1981, in Scandinavia, viene proposto per il premio Nobel alla pace. 

Negli anni ottanta e novanta, Danilo, preoccupato dall'involuzione democratica derivante dal controllo dei mass-media che emargina il dissenso, si concentrerà soprattutto sulla distinzione tra trasmettere e comunicare, tra dominio e potere.
Danilo Dolci avverte infatti i pericoli connessi alla comunicazione di massa che non comunica più ma si limita a trasmettere unilateralmente.

Danilo, in questi tempi, sta vivendo una lunga e dolorosa malattia dovuta al diabete ma non smette di sognare: vorrebbe vedere non più la diga sul fiume Jato solamente come un bacino d'acqua utile per l'agricoltura ma anche come meta turistica, come luogo di svago nel tempo libero, come luogo di sport (pesca e canottaggio).

Nel 1996 riceve una laurea honoris causa presso l'Università di Bologna.

La mattina del 30 dicembre 1997 un infarto lo spegnerà, a 73 anni, in quel di Trappeto.

Questa è la storia di colui che veniva chiamato “il Gandhi di Sicilia”

I figli Libera e Cielo dissero di non aver avuto grosse difficoltà nello scegliere l'abito da mettergli perché, per sua scelta, nell'armadio c'era poco oltre al suo maglione blu, alla sua tuta ed al suo basco.

Gianni Rodari (di cui oggi possiamo vantare una sua intitolazione nel nostro Paese) disse: “Danilo Dolci non è il Socrate che aspetta i discepoli sul traguardo del concetto ma il ricercatore che avanza con i compagni, crescendo con loro, educandosi con loro” 

Mi piace concludere con un pezzo di una lettera che Franco Alasia (stretto collaboratore di Danilo) scrisse: “Di Danilo una prima cosa direi che mi pare essenziale componente della sua complessa personalità: è stato un autentico spirito religioso prima che, ed insieme, poeta... Uso il termine religioso non nel senso confessionale, piuttosto col significato che gli dava Aldo Capitini: religione è una libera aggiunta. Un qualcosa in più che si dà liberamente... Questo tendere all'essenza delle cose, della vita, non è religiosità? Quanto dista la poesia dalla religione? ... Ricordo che in una occasione Danilo m'aveva fatto vedere un promemoria della sua ragazza, segnato a metà giugno del '48: “ricordati che ci sposiamo” diceva. Eravamo in gennaio, febbraio forse. Voleva bene alla sua ragazza. In corso Sempione a Milano lo attendeva uno studio d'architetto. Una professione direi fantastica quella dell'architetto, no? Non un avvenire incerto per lui dopo la laurea ma una prospettiva concretamente allettante. Una sera mentre l'accompagnavo alla fermata del tram Monza-Milano al Rondò di Sesto San Giovanni ne parlammo e lui mi disse di no, che non avremmo accettato quell'occasione. Perché? Correva il rischio, pur con un lavoro tanto dignitoso quanto affascinante, di riservarsi un futuro “di costruttore di case per ricchi”. Lui era invece molto interessato a quanto si faceva a Nomadelfia, la città fondata da Don Zeno Saltini in Emilia, nell'ex campo di concentramento nazista di Fossoli. Là dove si tentava la generosa utopia di una società che voleva vivere la legge dei fratelli, cominciando con l'accogliere i più deboli e indifesi: i bambini, gli orfani, per dare loro una famiglia. Sperava che la sua ragazza l'avrebbe seguito ma non fu così. La perse. Scegliendo di fare quanto credeva giusto. Danilo, come uomo può aver commesso sbagli, ne ha commessi senz'altro. 

Di una cosa sono testimone: nelle scelte ha sempre cercato di discernere il vero dal falso, il giusto dall'ingiusto. Non chiudendosi in sé stesso. Cercando, sollecitando consigli di altri. Confrontandosi. Per avvicinarsi sempre di più all'essenza del vero e del giusto. Cosa per cui è necessario essere liberi...consapevoli che l'amore è tanto indispensabile quanto insufficiente, che conoscenza, tecnica, professionalità e coraggio lo devono integrare. Danilo, come Piaget, credeva nella saggezza dei cosiddetti ignoranti, quelli che lui chiamava gente semplice; che vanno interpellati, sentiti e coinvolti in un processo di liberazione necessario al nostro sviluppo reciproco. Mi diceva, ricordo, che gli sarebbe piaciuto poter fare da trait d'union tra la cosiddetta alta cultura (che è veramente alta quando non è soltanto erudizione) e la cultura popolare. Quella della gente semplice...”

venerdì 29 novembre 2013

Consiglio comunale – 28 maggio 2013

Assenti: Monica Guerini e Ivano Belleri.

Approvati all'unanimità i verbali della seduta precedente.

Il sindaco comunica la revisione e l'aggiornamento del piano di emergenza intercomunale. 
 L'assessore al bilancio Peli pensa ad un incontro pubblico. Il tutto approvato all'unanimità.

La convenzione con la Protezione Civile (squadra antincendio) prevede la pulizia del verde sostanziale con rimborso spese.
Il consiglier Tagliani fa presente che al comma 2 della convenzione è previsto che l'attività dei volontari non sia sostitutiva delle attività comunali. Va quindi cancellata l'attività di vigilanza.
Sempre il consiglier Tagliani fa presente che nella convenzione c'è scritto che la documentazione del contributo deve essere conservata per ben 3 anni! Viene cancellato anche questo in cambio della rendicontazione contabile e fiscale.

Arriva la consigliera Valentina Reboldi.

Il piano finanziario della TARES non è ancora pronto. 
Le scadenze saranno il 15 luglio (TARSU), il 30 settembre (TARSU) ed eventualmente il 31 dicembre (TARES).
Approvato all'unanimità.

Variazioni al bilancio di previsione 2013, bilancio pluriennale 2013/2015 e al piano opere pubbliche 2013/2015.

Tra le maggiori entrate: 1080€ contributo disabili, 1800€ voucher, 1000€ spesa SAT, 2000€ spesa affitti (bancomat), 500€ spese riscaldamento (recupero), 40mila€ contributo provinciale per Val Savino, 200mila€ tesoreria.

Tra le minori spese: 2000€ incarichi, 3000€ interessi, 500€ manutenzione strade, 4500€ arredo urbano, 40mila€ illuminazione pubblica.

Tra le maggiori spese: 7000€ neve, 1000€ progetto doposcuola, 700€ personale servizi sociali, 1080€ assistenza invalidi, 200mila€ cassa, 8500€ arredo urbano.

Il consiglier Tagliani contesta i soldi (7000€) messi solo ora nel capitolo neve. 
Chiede anche a che servono i 40mila€ per la Val Savino e gli viene risposto che è un contributo provinciale per recupero ambientale e lo si userà per collegare i due sentieri del percorso.

La maggioranza è favorevole, la minoranza si astiene.

Nessuno purtroppo ha ricordato l'anniversario della Strage di Piazza della Loggia.

giovedì 21 novembre 2013

La vita segreta delle api - Sue Monk Kidd

“Ma che razza di persona è una contraria alla lettura?”
Voglio cominciare da questa frase a descrivervi questo bel libro!

Può una bimba di soli 4 anni aver ucciso la propria madre? Con una pistola?!?

“Le storie devono essere raccontate, altrimenti muoiono; quando muoiono noi non ricordiamo più chi siamo o perché siamo qui”
“Ricordare è fondamentale”

Questo è un libro anche istruttivo sulle capacità di queste meravigliose creature: “L'ape operaia è lunga poco più di un centimetro e pesa intorno ai sessanta milligrammi ma è in grado di trasportare in volo un peso superiore a sé stessa”

Un libro che fa amare tutte le creature attraverso anche frasi come questa: “A quanto mi risultava, un giorno la gente poteva reincarnarsi proprio nella creatura che aveva ucciso”

Un libro con metafore che si adattano al momento attuale come: “Il popolo è come il popolo delle api: se la regina viene allontanata percepisce ben presto la mancanza mostrando segni inequivocabili dell'assenza di una guida”

Il libro propone anche questa riflessione: “Gente che va in chiesa da anni e peggiora”
Da noi come va?
Che fine ha fatto quel: “Ha rovesciato i potenti dai loro troni e ha esaltato gli umili. Ha saziato di beni gli affamati e rimandato i ricchi a mani vuote” ?

“Senti, so che le tue intenzioni erano buone quando hai creato il mondo e tutto quanto ma come hai potuto permettere che si allontanasse da te in questo modo? Com'è che non ti sei attenuto alla tua idea originale di paradiso?”
“Il silenzio ha uno strano ronzio che quasi spacca i timpani”

“La gente, in genere, preferisce morire che perdonare. È tremendamente difficile perdonare. Se Dio dicesse chiaro e tondo: <Ti do la possibilità di scegliere: o perdoni o muori>, migliaia di persone partirebbero decise a ordinarsi la bara”

“Gesù, Innocenza, Operosità, Indulgenza, Altruismo. Questo è l'ordine dei valori nella vita: seguitela e avrete GIOIA”

“Sai, certe cose non hanno grande importanza. Il colore delle case, ad esempio, che posto ha nel grande schema della vita? Invece, rallegrare il cuore di qualcuno...insomma, questo sì che conta davvero. Il problema, con la gente, è che non sa cosa è davvero importante e se lo sa non lo sceglie. La cosa più difficile sulla terra è fare le scelte giuste”

È un libro che in due sole battute ci spinge ad ideare più del nostro assessore alla cultura in tutti questi anni: “ <Bisogna sapere che certe cose esistono per poterle immaginare>. <Stronzate. Bisogna immaginare quel che non è mai esistito> ”

Un libro che insegna più del nostro Ministro della Giustizia qual è il metodo di combattimento: “Gli spacco il culo con la verità”

Un libro che ci fa comprendere la dimensione dell'ingiustizia: “Tu mi piaci più di qualunque ragazza abbia mai conosciuto ma devi capire che c'è gente pronta a uccidere uno come me anche per un solo sguardo a una come te”

“Non si può pensare di cambiare il colore della propria pelle ma di cambiare il mondo, invece, sì. A questo si deve pensare”

Un libro che mi dà un'idea su come organizzare il mio funerale (se e quando ci sarà!)

Mi piace il carattere indomabile della protagonista: “Mi avvicinai in fretta e vidi un cartello sulla porta: VIETATE LE VISITE. Entrai immediatamente”

Un libro che richiama il concetto di uguaglianza: “Non c'è alcuna differenza tra la mia pipì e quella di qualcun altro. Sempre pipì è”. Cioè, in verità possono essere diverse per composizione ed altre caratteristiche ma ciò non toglie che quella di qualcuno sia spremuta di limone!

Un libro che “soprattutto, comunica amore”
“Esistono trentadue modi per dire <amore> in una lingua eschimese”
“L'unico grande scopo nella vita non solo è amare ma persistere nell'amare”


Un libro che si rivolge anche a me: “Sarebbe molto meglio se la smettessi di pensare e assecondarsi i tuoi sentimenti, una volta tanto”

“Alzati subito e vivi la vita appieno”

lunedì 18 novembre 2013

Perché scrivere al CSI?

Ho pensato di scrivere al Centro Sportivo Italiano perché quest'anno, dopo parecchio tempo, ho deciso di tornare a calcare campionati meno competitivi (a causa di vari impegni) come il calcio Open a 7 ma che comunque danno la possibilità di coltivar la passione per questo stupendo sport di squadra e che, insieme, combinino un importante obiettivo da me scelto come l'educazione del bene comune.

Ci ho creduto ma questa fiducia comincia a crollare.
Infatti, dopo un buon inizio di campionato (con altrettante vittorie), in una partita da punteggio più che tennistico (7-0 per noi), ho dovuto concludere il match zoppicando a causa di una doppia e simultanea entrata fallosa sulla caviglia destra.
Nel corso della stessa partita, un mio compagno ha riportato un brutto infortunio ad una spalla a seguito di un'altrettanta brutta spinta che l'ha fatto ruzzolare malamente e scompostamente a terra.

La mattina successiva non riuscivo a camminare.
Ci è voluto un po' di tempo per far sgonfiare l'arto, per assorbire la botta, lenire il suo dolore e soprattutto ritrovare la sicurezza nell'appoggio e nei vari movimenti muscolari che una caviglia è chiamata a fare.
Ringrazio una fantastica fisioterapista.

I risultati sportivi non brillano più e rientro negli ultimi 10 minuti di una partita che non sembra aver niente più da dire: stiamo perdendo 0-4.
Importante è però poter giocare e ci stiamo avviando alla rimonta ma, sul risultato di 3-4, un gomito avversario decide di rompermi il labbro destro.
“Normale scontro di gioco” giustifica l'arbitro a seguito delle mie reiterate proteste grondanti di sangue.

La partita del successivo rientro è tesa ed equilibrata. Per cambiare i giocatori in campo bisogna essere esperti di strategia o di chimica o di alchimia.
Mancano 5 minuti e siamo sotto di un gol. Il mister si decide a farmi entrare.
Ho cinque minuti a disposizione, trecento secondi!

Prendo palla, un dribbling e l'avversario mi atterra entrandomi sulla caviglia sinistra.
Sono a terra dolorante ma non si può perder tempo. Cerco quindi di rialzarmi stringendo i denti.
C'è una palla che vola in aria e mi appresto a duellare per ottenerne il possesso, senonché il mio rivale decida di rifilarmi una gomitata in testa.
Vedo le stelle.

Andiamo avanti.
Altro pallone, altro dribbling ma questa volta i tacchetti avversari urtano troppo violentemente e nuovamente sulla caviglia sinistra che in quel momento mi serviva da appoggio. Rialzarsi non è semplice stavolta.
In mezzo a questi 5 minuti siamo riusciti a pareggiare. A che prezzo però?

Rivolgo quindi tre appelli:
-il primo agli arbitri perché in veste di ambasciatori del fair play si impegnino per far sì che le sanzioni siano correlate alla gravità dell'intervento e per far sì che ci si pensi più volte prima di farne di così violenti
-il secondo ai giocatori perché ho visto sul sito internet del CSI che tra le varie discipline kick boxing non c'è ma ci sono le arti marziali. Scelgano insomma lo sport per loro più adeguato
-il terzo agli educatori affinché siano coerenti con la loro formazione e predichino il rispetto per gli avversari, non il loro abbattimento

Grazie dell'attenzione.