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Il blog è uno strumento che permette ai lettori di scrivere commenti esprimendo collettivamente libere opinioni esponendo così i problemi e, entrando in collaborazione, dar voce alle soluzioni.

Accanto a ciò che si racconta ha un'importanza vitale come lo si racconta, quindi esigo “l'indipendenza per poter approvare ciò che c'è di buono e criticare ciò che c'è di male”


venerdì 5 ottobre 2012

Tu, io e Dupree


Scrissi quest’articolo quasi un anno fa: il 6 ottobre del 2011. Perché lo pubblico oggi? Lo capirete presto..

Questo film non lo recensisco perché altrimenti dopo averlo guardato avreste pensato rileggendo ciò che avrei scritto “ma che cosa hai visto??” talmente è interpretabile in diversi modi!
Non voglio quindi illustrarvi la trama che in questo caso considero superflua, lancio piuttosto ad ognuno una sfida: ditemi cosa ne pensate ed elencatemi le cinque sensazioni che vi provoca.
Chissà se son le stesse..

L’unica cosa che anticipo è che, secondo me, l’unico vero protagonista è Dupree mentre le altre sono persone che in qualche modo aiuterà.

La curiosità è che Dupree è interpretato dall’attore Owen Wilson (straordinaria la sua interpretazione), qualcuno lo aveva dato per defunto lo scorso anni ed invece è vivo e capace di regalarci fantastici discorsi.
Mi sento di suggerire di guardarli, ascoltarli e comprenderli; soprattutto l’ultimo che a me ricorda pazzescamente il discorso che Steve Jobs tenne circa 6 anni fa all’Università di Stanford. Purtroppo Steve è deceduto (per davvero) stanotte ma quelle sue parole rimarranno per sempre immortali.

“La Daritudine”

mercoledì 3 ottobre 2012

Una proposta concreta e utile per l’occupazione


Oggi ho aderito alla proposta che si trova qui

“…per un cambio di priorità in Italia nelle scelte economiche ed industriali, al fine di iniziare a superare l’attuale crisi di sistema…

Quando, come ora, si vivono grandi cambiamenti epocali, dove masse sempre più grandi di persone soffrono per mancanza di lavoro, occorre rimettere in discussione idee consolidate, in particolare il dogma della crescita continua del Prodotto Interno Lordo…
Si parla di “Project Bond” per realizzare grandi opere infrastrutturali. Si tratta in pratica di fare ancora altri debiti per realizzare grandi opere finalizzate, più che alla reale utilità, al far ripartire la crescita, come se questa fosse la soluzione ad ogni male. Ancora grandi opere, ancora a debito per riavviare la crescita e poter pagare gli interessi sul debito! Ma che follia è? E in questo teatro dell’assurdo, si inserisce anche il luogo comune del collegamento diretto fra crescita e occupazione. Si dà per scontato che la crescita faccia automaticamente aumentare l’occupazione, ma non è vero e ci sono i numeri a dimostrarlo. Dagli anni ’60 ad oggi il PIL è aumentato di quasi 4 volte, mentre l’occupazione in proporzione all'aumento della popolazione è diminuita! Ogni imprenditore sa che, nella maggior parte dei settori merceologici, l’aumento della produttività e quindi del PIL, si ottiene con l’automazione e con l’ottimizzazione dei processi produttivi...il grosso del lavoro lo farebbero le macchine…

Per dimostrare le nostre tesi, abbiamo studiato i dati della galleria per il TAV in val di Susa. Abbiamo scelto questa grande opera a titolo di esempio perché sono disponibili molti dati forniti dal Ministero competente, quindi certi e utili per avviare delle comparazioni. Tali dati indicano che la nuova galleria del TV consentirebbe di creare 2mila nuovi posti diretti e 4mila indiretti. In realtà le cifre sembrano ottimistiche, ma anche se si raggiungessero tali obiettivi occupazionali, avremmo al massimo 6mila nuovi posti di lavoro contro un investimento minimo di 8,2 miliardi d €, ovvero 0,73 nuovi posti per ogni milione di € investito, sempre che il costo dei lavori non subisca aumenti esponenziali in corso d’opera come è sempre avvenuto fino ad oggi in Italia!
In ogni caso la spesa sarebbe coperta a debito ribaltando ancora una volta il problema sulle generazioni future, che dovrebbero anche sorbirsi i danni ambientali e le spese per l’energia necessaria a illuminare e climatizzare l’opera.
Tutte le grandi opere infrastrutturali hanno per comune denominatore l’uso del debito, di molto cemento, di molta energia e hanno quindi un impatto ambientale molto rilevante…

Si può fare diversamente? Certo che sì! Bisogna solo cambiare le priorità e spendere il denaro il altro modo...

In uno studio dell’ENEA del 2009 si proponevano interventi di riqualificazione energetica in 15mila scuole ed edifici pubblici, che attualmente spendono circa 1,8 miliardi di € ogni anno in energia elettrica e termica. Con gli 8,2 miliardi di € previsti per il TAV si può risparmiare il 20% dei consumi di questi edifici, pari a oltre 420 milioni di € all'anno e si possono creare almeno 150mila nuovi posti di lavoro.
In un articolo apparso il 13 febbraio 2012 sul Sole24ore si legge che investendo 1 milione di € in progetti di efficienza energetica si generano in media 13 posti di lavoro. Non si parla qui di energie rinnovabili, che pure generano 3 o 4 posti di lavoro per ogni milione di € investito, ma del lavoro di “tappare buchi” dai quali sfugge e viene sprecata gran parte dell’energia che usiamo nell'abitare  Per ogni 10 miliardi di € investiti si possono avere 130mila nuovi posti di lavoro di buona qualità, mentre investendo la stessa cifra in grandi opere daremmo lavoro al massimo a 7300 persone.
Dobbiamo poi considerare che i costi delle opere di efficientamento si pagherebbero in pochi anni con il risparmio energetico e in meno di un decennio i soldi investiti sarebbero di nuovo disponibili per nuovi utilizzi. Diventerebbero di fatto dei fondi di rotazione. Immediatamente calerebbe la bolletta energetica e l’inquinamento da CO2. Quindi ci guadagneremmo tutti. Inoltre con commesse piccole e diffuse, i fenomeni di grande corruzione politica, tipici dei grandi appalti, sarebbero certamente più infrequenti…

Noi facciamo appello alla politica perché dia priorità a questi interventi che generano molti benefici per tutti. Le grandi infrastrutture eventualmente si faranno in un secondo momento e solo quando si avrà la certezza che serviranno davvero!
Occorre abbandonare il dogma della crescita continua. 
Nell'Universo NULLA cresce per sempre…”

giovedì 27 settembre 2012

Consiglio comunale – 21 febbraio 2012 - seconda parte


Emendamenti al bilancio previsionale del 2012:

-il primo è presentato dalla Lista civica e chiede l’integrazione di 1000 € al fondo anziani. Il parere del revisore è ammissibile ma la maggioranza è contraria
-il secondo è presentato dalla Civica e chiede un fondo per sostenere le famiglie in cui nasce un figlio. Il parere del revisore e dell’ufficio ragioneria è favorevole ma la maggioranza è contraria
-il terzo è presentato dalla Civica e chiede l’istituzione di un fondo di solidarietà di 7mila € per i lavoratori che han perso il posto di lavoro e che hanno un ISEE minore di 15mila €. Il parere è favorevole ma l’assessore al bilancio Peli legge un suo emendamento che contiene un finanziamento della Provincia di 3mila € per 10 voucher lavorativi e della metà della spesa per ulteriori voucher. Così con la spesa di 1200€ si possono ottenere 18 voucher. Viene quindi ritirato l’emendamento precedente e votato questo all’unanimità
-il quarto è presentato dalla Civica e chiede 2mila € per iniziative culturali per bimbi e giovani nel periodo primavera-estate tramite rassegne teatrali. I pareri sono positivi ma la maggioranza è contraria
-il quinto è presentato dalla Civica e chiede fondi per il restauro di Santa Maria e per iniziative in questo luogo. I pareri son favorevoli, la giunta darà 3mila € al parroco (come nel 2011). La consigliera Leoni ammette il dominio della situazione economica ma ritiene difficile accettare l’impoverimento aggregativo facendo notare che per i bimbi c’è il Grest ma per i giovani non c’è nulla. L’assessore Peli fa presente che valutan sempre ciò che i giovani propongono delegando alle parrocchie. La consigliera Leoni replica dicendo che l’amministrazione è il soggetto che propone, non che delega
-il sesto è presentato dalla Civica e riguarda le feste del 25 aprile e del Primo maggio. I pareri son favorevoli, la giunta è contraria ma aperta alle iniziative. Il consigliere Labemano Gabriele chiede se saranno aperti dunque a questa iniziativa.

L’assessore Peli dichiara parere favorevole all’iniziativa ma non all’aspetto economico. Il consigliere Labemano, piccato, risponde che però ci son soldi per i cartelli in dialetto e l’assessore Belleri dichiara che son stati pagati dalla Provincia, al 50% precisa il consigliere Labemano. Soldi comunque nostri!!
-il settimo è presentato dalla Civica e riguarda il rifinanziamento di 45mila € per l’Istituto comprensivo tramite fondi d’investimento e non da alienazioni. I pareri sono negativi
-l’ottavo è presentato dalla Civica e riguarda l’urgente realizzazione d’intervento alla fognatura di Zoadello. Dopo lo scioglimento dell’ATO si chiede al Comune di completare l’opera e di chiederne poi il rimborso. I pareri sono negativi ma è stata contattata l’Azienda speciale che ha assicurato che sarà uno dei primi interventi a Polaveno, entro il 2012. La consigliera Leoni chiede di sapere l’importo dell’intervento ma non le è stata data risposta perché la competenza sarebbe dell’Azienda.
-il nono è presentato dalla Civica e riguarda il parcheggio al cimitero di San Giovanni preferendo un marciapiede sulla curva senza scavare il monte. La giunta è contraria e il sindaco afferma che la Provincia sembrava propensa al marciapiede sotto il mondo ma da 2/3 anni non si sa più nulla.

Si passa all’approvazione del bilancio previsionale e pluriennale di cui riporto questi dati:
-la tassa dei rifiuti sarà ridotta del 5%
-30mila € per le asfaltature comunali
-34mila € per la strada comunale di Santa Maria
-5mila € per il palazzetto dello sport
-22mila € per le strade agro-silvo-pastorali
-3mila € alle parrocchie
-17mila € per ampliamenti di opere

Il consiglier Tagliani fa notare che:
-dalla Regione Lombardia è diminuito di 12mila € il finanziamento per il trasporto scolastico
-la polizia locale costa 30 € all’ora e chiede di rinunciare di giorno per averlo di più la notte, alludendo ai recenti furti nelle abitazioni. L’assessore Peli risponde che di notte ci vogliono due agenti
-la raccolta di rifiuti è stata di 852 quintali ed è costante da 3 anni
-sarebbero utili assemblee pubbliche per illustrare il bilancio
-sarebbe utile un corso di ginnastica per adulti e anziani


-nell’ambito della sicurezza stradale servirebbe un lampione al bivio e la sistemazione del parcheggio al Fagiano magari con un piccolo cordolo che faccia passare contemporaneamente due auto sulla strada provinciale che ora ne è invasa
-servirebbero telecamere per multare gli incivili che lasciano i rifiuti fuori dal cassonetto
-dal 2013 il patto di stabilità sarà attivato anche a Polaveno

mercoledì 26 settembre 2012

Aldo Capitini


Aldo Capitini nacque a Perugia il 23 dicembre 1899.
La madre era sarta e il padre custode del campanile. 
Si dedicò dapprima a studi di ragioneria, poi cominciò a leggere i classici greci e latini approfondendo la propria cultura con autori come D’Annunzio, Marinetti, Leopardi, Manzoni, Gobetti, Kant, Francesco d’Assisi, Mazzini, Tolstoj, Gandhi… Per ragioni di salute non partecipò alla prima guerra mondiale, aderì poi al pensiero nonviolento, cioè all’amore e alla coerenza di mezzi e di fini, condannando ogni forma di violenza.

Nel 1924 vince una borsa di studio alla Normale Superiore di Pisa, scuola di cui sei anni più tardi diverrà segretario. È il periodo in cui s’oppone alla violenza fascista anche tramite delle riunioni serali volte a diffondere la nonviolenza e la nonmenzogna. Il direttore Giovanni Gentile chiede a Capitini l’iscrizione al partito fascista e, dopo il suo rifiuto, decide di licenziarlo. 
Eppoi c’è ancora qualcuno che tenta di coniugare la parola “fascismo” con la parola “libertà”…roba da matti!
Capitini torna quindi a casa e si mantiene dando lezioni ma non smette la sua battaglia di opposizione religiosa al fascismo che si innalza dopo il concordato del 1929 in quanto la chiesa cattolica divenne complice del regime legittimandone il potere e dimenticandone la violenza.
“Se c’è una cosa che noi dobbiamo al periodo fascista è di aver chiarito per sempre che la religione è una cosa diversa dall’istituzione”
Nel 1936 conosce Benedetto Croce, il quale pubblicherà dopo qualche mese i suoi scritti con il titolo “Elementi di un’esperienza religiosa”. Il libro ebbe una grossa diffusione tra la gioventù dell’epoca e da cui nacque un gruppo col compito di trasformare le idee contenute in un progetto politico: ecco la nascita del movimento liberalsocialista nel 1937 (che comprese Bobbio, Ingrao…). Per liberalismo s’intende il libero sviluppo personale attraverso la ricerca di spiritualità, per socialismo s’intende l’assistenza fraterna. Si condivideva la critica dei totalitarismi, il laicismo e la necessaria riforma morale. Nel 1942, durante una riunione, la polizia fascista interviene e ne rinchiude i dirigenti in carcere. 

Da quest’esperienza, l’anno successivo nasce il Partito d’Azione ma Capitini non ritenne di iscriversi perché, con parole tremendamente attuali, disse: “il rinnovamento è più che politico, e la crisi odierna è anche crisi dell’assolutizzazione della politica e dell’economia”. 
Nel 1944 tenta quindi un primo decentramento del potere fondando a Perugia il Centro di Orientamento Sociale che consisteva in un ambiente dedicato alla libera partecipazione di cittadini a scopo progettuale: “uno spazio nonviolento, ragionante, nonmenzognero”. Bello il fatto che a quest’esperimento parteciparono pure amministratori locali, insieme ai quali si dibatteva della gestione e si avanzavano proposte.
Nel secondo dopoguerra si ritrasferisce a Pisa per ricoprire il ruolo di docente universitario di filosofia morale. Nel 1947 fondò il Movimento di religione organizzando convegni trimestrali che portarono al primo congresso per la riforma religiosa. Pietro Pinna grazie ad uno di questi incontri svoltosi a Ferrara decise per l’obiezione di coscienza diventando il primo obiettore del dopoguerra e subendo processi e carcerazioni. Capitini s’impegnerà quindi a far riconoscere l’obiezione di coscienza.

Nel 1952 fonda a Perugia il Centro di Orientamento Religioso per favorire la conoscenza di tutte le religioni e stimolare l’impegno. La chiesa locale ne vieta la partecipazione e più tardi inserirà il suo libro “Religione Aperta” nell’indice dei libri proibiti.
“Quale tremenda accusa contro la religione, se il potere ha più paura dei rivoluzionari che dei religiosi”
Capitini arriverà a chiedere al proprio vescovo di non essere più annoverato nella chiesa visto che, religioso laico, come si definiva, non ne condivideva i metodi e le idee, anche perché accomunava la religione alla morale e alla spinta verso il cambiamento.

Organizzò, domenica 24 settembre 1961, la Marcia per la Pace e la fratellanza dei popoli tra Perugia e Assisi. Qui, con presente Calvino, venne proposta la bandiera della Pace a simbolo dell’opposizione nonviolenta alla guerra.


Fonda poi il periodico “Il potere di tutti” dedito a sviluppare l’omnicrazia: il governo di tutti attraverso la partecipazione attiva della popolazione alla gestione della cosa pubblica.

Il 19 ottobre 1968, dopo un intervento chirurgico, muore a Perugia.

Il socialista Pietro Nenni, il 21 ottobre, scrisse nel suo diario: “è morto il prof. Aldo Capitini. Era una eccezionale figura di studioso. Fautore della nonviolenza, era disponibile per ogni causa di libertà e di giustizia… Mi dice Pietro Longo che a Perugia era isolato e considerato stravagante. C’è sempre una punta di stravaganza ad andare contro corrente, e Aldo Capitini era andato contro corrente all’epoca del fascismo e nuovamente nell’epoca post-fascista. Forse troppo per una sola vita umana, ma bello”

È la croce che deve portare ogni profeta quella di sembrare fuori dal tempo soltanto perché si ha lo sguardo diretti al futuro?

lunedì 24 settembre 2012

Consiglio comunale – 21 febbraio 2012 - prima parte


Assenti le consigliere Guerini Monica e Peli Monica.

Dopo l’approvazione all’unanimità dei verbali della seduta precedente il sindaco non ha niente da comunicare e quindi vengono presentate le interrogazioni.
La prima riguarda la richiesta di poter conoscere gli accertamenti ICI delle aree edificabili e la possibilità che gli avvisi arrivino tramite raccomandata. L’assessore esterno al bilancio Peli Aristide annuncia che gli accertamenti son stati 99 per 117328 €. Mentre arriva la consigliera Reboldi, il consiglier Tagliani critica il modus operandi perché alcune zone non erano edificabili nel PRG del 2005 e l’ufficio non ha avvertito, prima di 5 anni, il cambiamento ad edificabile. Chiede che col nuovo PGT si avvertano i possessori di terreni che ora sono diventati edificabili. L’assessore Peli afferma che è strano che non si sappia dell’edificabilità del terreno ma che comunque può avvenire nei casi di eredità. L’accertamento poteva essere fatto prima ma ora useranno i soldi delle multe ai cittadini per non aumentare l’IMU. Annuncia inoltre che se un proprietario di terreno edificabile voglia farlo passare agricolo dovrà aspettare la variante del PGT.

Nella seconda interrogazione si chiede di poter conoscere le modalità adottate per presentare la richiesta per ottenere la borsa di laurea per il 2011. L’assessore all’istruzione Belleri Enrico dice che è stata fatta una comunicazione sul Giornale di Brescia e sul Bresciaoggi ma sarebbe meglio usare internet visto che c’è. Il consiglier Tagliani pensa che ci sia stata una mancanza da parte dell’organizzazione perché per le scuole medie c’era l’avviso su internet e sulle bacheche. Chiede quindi di rimediare con un bando aggiuntivo per poter premiare le persone che ne avevan diritto ma non state informate aggiungendo che questi avvisi possono essere pubblicate sul BIC. Il consiglier Belleri Ivano dice che il sito internet andrebbe riveduto visto che le delibere di consiglio son ferme e in comuni più piccoli funziona meglio. L’assessore Belleri dice che si può migliorare.


La terza assicurazione riguarda l’associazione soccorso Polaveno-Brione. L’ASL richiede un adeguamento strutturale che l’impegno finanziario di 80mila € non può essere coperto dall’amministrazione. Si rischia quindi la chiusura di un servizio di indubbia utilità sociale. Il sindaco dice che 5/6 mesi prima è stata fatta la prima riunione e circa due anni prima è stato fatto il comodato d’uso come con gli alpini a Santa Maria. Il consiglier Labemano Simone deve uscire e la consigliera Leoni fa notare che il servizio dell’associazione è importante e che nel 2011 sono stati fatti più di 700 interventi di cui 600 per polavenesi. Chiede la formalizzazione nero su bianco di una convenzione che chiarisca le responsabilità. Nella campagna elettorale la lista Lega Nord – PDL aveva promesso la sede. Il sindaco dice che l’associazione nei 7 anni e mezzo che c’è è quella che ha ricevuto fondi come nessun’altra. Ritiene inoltre che il problema è il personale dell’ASL che interpreta i progetti. La consigliera Leoni afferma che gli interventi strutturali sono compito dell’amministrazione in quanto proprietaria dell’immobile. Il sindaco afferma che la convenzione non c’è (prima aveva affermato l’esatto contrario).


 Interviene quindi l’assessore Peli dicendo che il servizio non è di pubblica utilità perché non è nelle 6 essenziali funzioni del Comune e che la Protezione Civile, il soccorso AVIS e gli alpini sono in comodato d’uso e pagano le bollette. La consigliera Leoni dice che è un servizio di pubblica utilità visti i numeri delle persone che hanno soddisfatto i propri bisogni. L’assessore Peli afferma che quest’amministrazione e la precedente hanno sostenuto questo servizio ma non è un obbligo. Il consiglier Tagliani apprezza la sincerità dell’assessore Peli e apprezza che dica queste cose in consiglio comunale e che queste vengano verbalizzate ma in campagna elettorale promettevano aiuti mentre la Lista civica su specifica domanda di un rappresentante dell’antincendio ha detto che c’era da vincere e vederne le risorse. Se si cominciano a promettere sedi a molti, i soldi finiscono. Aggiunge che i volontari impegnano gratuitamente la loro competenza e il loro tempo per svolgere un servizio che sopperisce alle carenze delle amministrazioni statali e chiede un profilo di legittimità che dia il comodato d’uso all’associazione perché è grave che non ci sia una copertura giuridica.

Si passa poi all’approvazione del programma si studio confermando sostanzialmente il precedente con la maggioranza favorevole e la minoranza astenuta. Stesso esito per l’approvazione del piano di alienazioni, per il regolamento IMU con la determinazione delle aliquote e delle detrazioni. L’assessore ai Cimiteri e servizi funerari Gelsomini Sandra illustra le modifiche del regolamento di polizia mortuaria approvate all’unanimità.

mercoledì 19 settembre 2012

Ridere o piangere?



Quando feci notare questa incongruenza mi chiesero se ne avessi fatto delle fotografie e quindi eccole insieme ad una e-mail inviata all’amministrazione di Polaveno


“Allego le fotografie degli avvisi di riunione consiliare per il consiglio comunale del 21 febbraio 2012 che riportavano la data della riunione precedente a Polaveno del martedì 20 dicembre 2011.
Penso sia stato un errore perché non credo che la nostra amministrazione comunale riesca nello stesso giorno e alla stessa ora a tenere due riunioni consiliari con due ordini del giorno diversi.. Chiedo quindi di fare maggiore attenzione perché son informazioni devianti che potrebbero diminuire la presenza (già scarsa) alle riunioni.

Grazie.

Buon lavoro, Dario Palini”


martedì 18 settembre 2012

Cuore



Vent'anni.

Qualcuno diceva che  per fare un uomo ci vogliono vent’anni e quindi mi son chiesto in che ambiente lo è diventato un ragazzo del 1992.
Il 23 maggio di quell’anno ci fu una strage denominata “di Capaci”
Il 19 luglio ce ne fu un’altra e la chiamarono “di via d’Amelio”
Qualcuno, facendo il suo dovere, voleva garantirci il diritto di vivere in un Paese libero dalla malavita. 

Son trascorsi vent’anni, non abbiamo raggiunto ancora l’obiettivo ma io faccio parte di quelli che non smettono di credere che si possano cambiare le cose, faccio parte di coloro che combattono per non piegare la testa di fronte alla prepotenza. Ognuno può far molto, ognuno può scegliere di farlo dal proprio posto: chi dai banchi della scuola, chi dal posto di lavoro, chi facendo dello sport, chi divertendosi, chi relazionandosi, chi assumendosi delle responsabilità.

 Il cuore di Lorenzo Cherubini, pochi giorni dopo la morte di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicilio e Antonio Montinaro, si sfogò così

Migliaia di ragazzi in piazza a Palermo,
un saluto alla bara del giudice Falcone:
hanno bisogno di una risposta,
hanno bisogno di protezione.

I ragazzi son stanchi dei boss al potere;
i ragazzi non possono stare a vedere
la terra sulla quale crescerà il loro frutto bruciato
ed ad ogni loro ideale distrutto.

I ragazzi denunciano chiunque acconsenta
col proprio silenzio un'azione violenta.
I ragazzi son stanchi e sono nervosi,
in nome di Dio, a fanculo i mafiosi.

I ragazzi denunciano chi guida lo Stato
per non essersi mai abbastanza impegnato
a creare una via per chi vuole operare
senza esser costretto per forza a rubare,
per creare una via per gli uomini onesti,
per dare ai bambini valori robusti
che non crollino appena si arriva ai diciotto
accorgendosi che questo mondo è corrotto.

I ragazzi non credono ad una parola
di quello che oggi c'insegna la scuola.
I ragazzi diffidano di ogni proposta,
non stanno cercando nessuna risposta,
ma fatti, giustizia, rigore morale
da parte di chi calza questo stivale.

I ragazzi hanno il tempo che li tiene in ostaggio
ma da oggi han deciso di farsi coraggio
perché non ci sia un'altra strage di maggio,
per uscire ci vuole cultura e coraggio,
cultura di pace, coraggio di guerra,
il coraggio di vivere su questa terra
e di vincere qui questa nostra battaglia,
perché quando nel mondo si parli d'Italia
non si dica soltanto la mafia, i mafiosi,
perché oggi è per questo che siamo famosi
ma l'Italia è anche un'altra,
la gente lo grida:
i ragazzi son pronti per vincere la sfida.”